19.06–
03.10.2010

Gianni Metalli
La geometria del frammento. Opere 1965-2003

Nell’ambito del programma espositivo dedicato alla collezione, viene presentata quest’anno una mostra dell’artista ticinese Gianni Metalli (1930-2006).
Attraverso le opere entrate a far parte della raccolta nel corso degli anni, l’esposizione documenta la coerenza di un percorso artistico che agli inizi degli anni Settanta si è indirizzato verso una rigorosa astrazione geometrica.
leggi


19.06–
03.10.2010

Aspetti della collezione
Come ogni anno, durante i mesi estivi il Museo Cantonale d’Arte propone nelle proprie sale un’ampia selezione di opere appartenenti alla collezione permanente. In questa occasione l’allestimento si concentra su alcune delle opere più significative di una raccolta incentrata essenzialmente sull’arte moderna e contemporanea.
leggi


Guardami
Il volto e lo sguardo nell'arte 1969-2009

www.guardami.usi.ch
L’esposizione "Guardami. Il volto e lo sguardo nell’arte 1969-2009" esplora uno dei temi iconografici fondanti dell’arte occidentale: il volto. Attraverso circa 80 opere di oltre 40 artisti, si intende indagare la ricerca artistica internazionale degli ultimi quarant’anni valutando la persistenza della rappresentazione del volto, le sue alterazioni e trasformazioni. Le opere provengono da Musei, Fondazioni, gallerie e collezionisti di tutta Europa, oltre che dagli artisti stessi.
Una riflessione sul soggetto oggi si confronta necessariamente, sul piano artistico, con la decostruzione del volto che si fraziona, si vela, si deforma, si cancella, opponendo resistenza ad ogni forma di identità univoca tra modello/figura, soggetto/immagine. La crisi del soggetto, ormai definitivamente minato nella sua unità e centralità, mette in gioco la possibilità stessa di avere o meno un volto. Ciononostante nelle ricerche degli artisti contemporanei il volto e le sue trasformazioni restano una tematica privilegiata, che trova espressione in mutate strategie di (auto)rappresentazione, in altri modi di riflettersi in uno o più volti.


Andy Warhol, Baroness De Walden (Society Portrait), 1973

Al fine di circoscrivere l’ambito di indagine, di per sé sconfinato, il “volto” viene inteso non tanto come “ritratto”, quanto piuttosto come “inter-faccia” tra sé e gli altri (oltre che tra sé e sé). Anziché focalizzare l’attenzione sulla singolarità del volto quale luogo dell’individualità e della rappresentatività del soggetto, esso è considerato nel suo carattere generale, come luogo della possibilità/impossibilità dell’instaurarsi di relazioni tra soggetti, sullo sfondo di un contesto storico-culturale sempre più marcato da istanze de-individualizzanti. Ogni volto implica la messa in gioco dello sguardo, inteso come dispositivo essenziale affinché il volto si manifesti, si orienti verso il mondo esterno (l’altro/l’osservatore). Lo sguardo e la sua traiettoria sono quindi assunti come criterio di analisi del volto, come elementi atti a (ri)velarne il mistero e le sue declinazioni. Ma chi sono gli artefici dello sguardo? L’artista, il soggetto dell’opera e l’osservatore. Nella relazione dialettica tra questi tre attori lo sguardo si attiva dando vita (volto?) al volto. A partire da queste distinzioni si intende articolare l’esposizione.


Till Freiwald, MIART07/2KAK, 2007

La mostra si divide in quattro sezioni, articolate secondo le diverse traiettorie dello sguardo del soggetto rappresentato.

Nel volto: lo sguardo del soggetto si articola secondo diverse traiettorie: assorto, soprapensiero, immerso in se stesso. Oppure si rivela all’altro, dà voce alla propria intimità. O ancora, è orientato verso un luogo vicino, lontano, proiettato all’infinito. Il soggetto, insomma, abita il reale secondo diverse modalità che lo proiettano in una complessa rete di relazioni. Opere di: Stefan Balkenhol, Vincenzo Cabiati, Chuck Close, Till Freiwald, Franz Gertsch, Roni Horn, Craige Horsfield, Alex Katz, João Onofre, Mimmo Rotella, Beat Streuli, Bill Viola, Andy Warhol.


Mimmo Rotella, Marilyn Ultimo Amore, 1996

Autoritratto: lo sguardo dell’artista si orienta su di sé, sulla propria identità di artefice dell’opera (come autore, non come soggetto psicologico) oppure indaga la questione dell’identità, di tipo sociale, generazionale o culturale. Opere di: Vito Acconci, Vincenzo Agnetti, Laurie Anderson, Chuck Close, Daniela De Lorenzo, Francesco Gennari, Richard Hamilton, Urs Lüthi, Mario Merz, Liliana Moro, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Pietro Roccasalva, Thomas Ruff, Thomas Schütte, Ian Tweedy, Jan Vercruysse.


Vincenzo Agnetti, Autoritratto, 1971

Lo sguardo negato: lo sguardo smarrisce la propria centralità, si eclissa, si nega, si assenta o si maschera. Gli occhi si velano o si accecano, non resta alcuna traccia di plausibili traiettorie dello sguardo. Opere di: Marina Abramovic-Ulay, Tony Cragg, Gino De Dominicis, Daniela De Lorenzo, John Hilliard, Richard Hamilton, Roni Horn, Giovanni Kronenberg, Joan Jonas, Marisa Merz, Jonathan Monk, Bruce Nauman, Arnulf Rainer, Markus Raetz, Gerhard Richter, Pietro Roccasalva, Remo Salvadori, Markus Schinwald.


John Hilliard, For your Eyes Only, 1995

Nel tempo: lo sguardo registra e rivela il trascorrere del tempo individuale e collettivo; conserva un’immagine in assenza, lasciando affiorare la memoria, (ri)guarda la morte. Opere di: Vincenzo Agnetti, Christian Boltanski, Roman Opalka, Giulio Paolini, Thomas Schütte.


Giulio Paolini, Mimesi, 1975